Carmelo Pullara: " I disabili hanno diritto a vita umana e dignitosa"

Riceviamo e pubblichiamo

Vorrei toccare, con l'estrema delicatezza che richiede l'argomento, una questione che a me sta molto a cuore: il diritto del disabile alla dignità di vivere un'esistenza con servizi quanto meno essenziali.
La convenzione ONU sulla disabilità, siglata da tutti i paesi membri, aveva lo scopo di promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali dei cittadini con diverse abilità.
L''Articolo 19 prevede una Vita indipendente e l'inclusione nella comunità. Questo implica che a chiunque debba essere garantito l'accesso ad una serie di servizi di sostegno domiciliare, residenziale o di comunità, compresa l’assistenza personale necessaria per vivere all’interno della comunità affinché nessuno diventi vittima di segregazione.
Ho scelto di citare la convenzione ONU per informare il Presidente Crocetta che la Sicilia è su questo tema "FUORI DAL MONDO”.
Non voglio sovrappormi alla lunga e purtroppo infruttuosa discussione che si è svolta in questi ultimi mesi culminata con il decreto presidenziale (contentino) per l'erogazione dell'assegno di cura di 18.000 euro l'anno per i disabili gravissimi, 1500 euro circa al mese. Appare palese, però, che quanto erogato non può soddisfare i disabili gravissimi e soprattutto chi non ha una famiglia vicino che può accudirli. Lo scopo di una assistenza programmata non si può tradurre con una peraltro insoddisfacente liquidazione in denaro. Facendo il calcolo, come si dice in gergo della serva, un disabile che ha bisogno di assistenza h24 con 1500 euro non può permettersi di assumere personalmente 3 assistenti per 8 ore cad. senza essere costretti a farlo in nero.
Se lo desidera caro Presidente, la lettura integrale della Convenzione, pone in risalto molti spunti interessanti per capire il mondo dei disabili ed il loro principali diritti.
La cruda realtà risponde ad una terribile consuetudine, tutto ciò che non tocca direttamente la nostra persona è totalmente lontano dai nostri pensieri e dalle nostre azioni ed è forse proprio questo che impedisce lo svilupparsi di una comunità civile.

F.to

Carmelo Pullara