Incontro con l'autore, Giuseppe Casa presenta "Io Non sono mai stato qui"

Le spaccature sul perché si chiamino “fatiche letterarie” sono ancora profonde, roba da fare invidia alle acque di un oceano. Lui di certo, fatica poco a scrivere ciò che sente e ciò che la realtà è, o potrebbe essere, punti di vista. Serve vedere, appunto. Magari vedere oltre, osservare per dirla tutta. Il “ Lui” è Giuseppe Casa. Scrittore che di certo non è una macchina: niente immatricolazioni, men che meno omologazione. “ Io non sono mai stato qui” è un romanzo (Clown Bianco Edizioni, Ravenna), verrà presentato anche a Licata, sabato prossimo al “Miramare”. Personalmente ho incontrato Casa, a casa. La sua. Qui a Licata dove torna , essendoci nato, una volta l’anno.  In un assolato pomeriggio d’agosto, tra un caffè e un gelato, parliamo del libro. E’ ambientato a Milano, una città dove trovi tutto ma devi anche stare attento perché potresti perdere molto, smarrendoti, e non solo per la vastità della metropoli. Tecnicamente definibile un romanzo sull’identità, ci invita a riflettere su cosa significa pensare. Il protagonista è un insegnante che, a casa dopo la scuola, organizza casting per talent con protagonisti giovani e giovanissimi in cerca del bene    più effimero: apparire e farsi notare sempre, comunque e prima di tutto, in una società dove vali a seconda dei like e conti se sei seguito sui social. Altrimenti sei out. E’ anche un libro moralizzatore ma non vuole fare la morale a nessuno, ognuno ha la propria, le differenze aiutano il confronto e, di conseguenza, la crescita costruttiva. Sono trattate le tematiche del web, con l’abuso ben evidenziato, non l’uso in senso stretto. L’esasperazione inconscia di un virtuale che pensi ti appartenga salvo poi renderti conto che “non sei mai stato qui”. Giuseppe Casa scrive ciò che pensa, mai ciò che gli altri vorrebbero veder scritto, il concetto è sostanziale, analizza una fetta , e pure grossa, di dibattiti su editoria buona, cattiva o di propaganda: se non scrivi cio’ che pensi o quello che potrebbe essere nascosto fai più propaganda che altro. “Io non sono mai stato qui” è uno spaccato di realtà, un viaggio nell’io dei nostri tempi. Una carta d’identità sempre pronta al rinnovo ma forse ancora non scaduta.

 

Vincenzo Montana 

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