La rubrica dei libri, i consigli di lettura di Angela Mancuso

L’illustrissima ed eccellentissima Accademia di Svezia ha conferito il premio Nobel per la letteratura 2017 a tale Kazuo Ishiguro.

“E cu è?”, è stato il laconico commento di un mio amico giurgintano.

“E chi è?”, è stato il mio contro commento.

“Ammetto la mia ignorantità”, mi scrive un altro dotto amico.

Attimi di smarrimento

Sì, perché dopo che passi la vita a divorare più libri di un esercito di topi  in una biblioteca, dopo che riempi di volumi e volumi perfino il frigorifero, dopo che le librerie fanno emettere contro te un’ordinanza restrittiva per presenza ossessiva e molesta, che fanno i buontemponi dell’Accademia? Assegnano l’ambitissimo Nobel a scrittori che non hai mai sentito nominare.

Tranne lo scorso anno, quando il premio  fu assegnato al famosissimo Bob Dylan, che però è un cantante.

Ma come dalle squarciate nuvole irrompono i raggi del sole, così da una approfondita ricerca arriva l’illuminazione.

Lo conosco eccome, questo Ishiguro, perché è l’autore di un  notissimo romanzo che avevo letto qualche anno fa:  “Quel che resta del giorno”. E da questo libro stupendo è stato tratto un film altrettanto bello, diretto da James Ivory e mirabilmente interpretato da Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

Il libro racconta una storia ambientata nell’Oxforshire, Inghilterra, nell’ Estate del 1956.

Figlio di maggiordomo, e maggiordomo egli stesso, l'anziano Stevens ha trascorso gran parte della sua vita in una antica dimora inglese di proprietà di Lord Darlington, gentiluomo che egli ha servito con devozione per trent'anni. Con altrettanta fedeltà egli si accinge ora a entrare al servizio del nuovo proprietario di quella dimora, l'americano Mr. Farraday, desideroso di acquisire, assieme ed attraverso la casa, anche quanto di antico, per storie e tradizione, a essa si accompagni. Ed è su invito del nuovo padrone che Stevens intraprende, per la prima volta nella sua vita, un viaggio in automobile nella circostante campagna inglese. Questo viaggio si risolverà in un inquietante viaggio dentro se stessi nel corso del quale l’anziano maggiordomo dovrà fare i conti col suo passato e con il suo cuore.

 Lo scrittore,  nato a Nagasaki ma da anni trasferito a Londra, così ha commentato: "E' una notizia sorprendente e totalmente inaspettata. Arriva in un momento in cui il mondo è incerto sui suoi valori, sulla sua leadership e sulla sua sicurezza. Spero solo che ricevere questo grande onore, anche se nel mio piccolo, possa incoraggiare in questo momento le forze del bene e della pace". 

Grazie Kazuo Ishiguro. La prossima volta che leggerò un libro e mi piacerà segnerò bene il nome dell’autore, giusto per far bella figura se dovesse ricevere il premio Nobel!


 Angela Mancuso